CORTINA CELATA: NOVE SENTIERI NASCOSTI TRA LE DOLOMITI

C’è una Cortina sconosciuta, fatta di luoghi poco battuti e suggestivi nel loro silenzio.

Ideali per chi cerca la bellezza della solitudine a contatto con la natura tra le Dolomiti.

Per scoprirli, basta affidarsi alle Guide Alpine di Cortina, pronte ad accompagnare gli amanti della montagna
più autentica lungo nove itinerari “segreti”.

  

Cortina d’Ampezzo, 12 giugno 2020_Anche quando ci sembra di conoscere perfettamente un luogo, c’è sempre qualcosa che ci sfugge: un angolo nascosto, un sentiero poco battuto, uno scorcio inedito, una storia non ancora ascoltata. La fitta rete di sentieri e cenge che intreccia il vasto territorio ampezzano conduce ovunque, o quasi: una gestione oculata del territorio ha preservato lo stesso da un eccessivo sfruttamento, permettendo così di conservare luoghi meravigliosi (a volte sconosciuti agli stessi abitanti), magari di non facile accesso, ma che vale la pena raggiungere. La nuova iniziativa delle Guide Alpine di Cortina, Cortina Celata, ha l’obiettivo di guidare gli amanti della Regina delle Dolomiti alla scoperta di questi mondi segreti che racchiudono una bellezza autentica. E lo fa proponendo nove itinerari, tutti con accompagnamento da parte di una Guida Alpina, da percorrere con lo spirito dell’esploratore rispettoso della natura e dei suoi abitanti.

 

1.Monte Fumo o Rauchkofel

Avamposto austro-ungarico della Grande Guerra, è una cima secondaria compresa tra la Val San Sigismondo e la Val Fonda: teatro di cruente battaglie, mantiene un fascino particolare per il percorso esposto e la presenza di baraccamenti militari.

Dislivello: 700 m circa

Durata: 5 ore

Difficoltà: media

Materiale occorrente: corda, set da ferrata, casco

 

2. La teleferica nascosta del Forame

Sul gruppo del Cristallo c’è una vetta secondaria raggiungibile tramite la ferrata Renè Dipol: si tratta della cima del Forame. Ma c’è anche un accesso alternativo che, seguendo le stazioni della teleferica, tra una trincea e un fortino conduce alla meta.

Dislivello: 700 m circa
Durata: 6 ore

Difficoltà: media

Materiale occorrente: corda, set da ferrata, casco

 

3. Cengia Polin

Questo itinerario segue le orme di Alberto Polin, un soldato che durante la Prima Guerra Mondiale scoprì e conquistò una cengia seminascosta che consentì di raggiungere un punto strategico sulla val Travenanzes dalle Tofane, attraverso il quale le truppe italiane potevano organizzare le loro provviste. La partenza è dal Rifugio Dibona: si aggirano le Tofane da forcella Col dei Bos, per poi scendere in val Travenanzes e risalire le Scale del Meneghel, la prima ferrata di Cortina d’Ampezzo e delle Dolomiti. Dalla cengia si risale forcella Fontana Negra, si passa al Rifugio Giussani e quindi si torna al punto di partenza. Chi vuole sperimentare un percorso più alpinistico può fare la “ferrata sabotata”, che parte in prossimità di una grotta e raggiunge la cengia Polin nella sua estremità più a sud.

Dislivello: 900 m circa

Durata: 7 ore

Difficoltà: media/difficile

Materiale occorrente: corda, set da ferrata, casco

 

4. El Beco Longo

Sorprendente vetta nel bosco incantato in prossimità delle Rocchette Prendere e di Ruòibes (o Zoco), si può raggiungere anche in bicicletta elettrica partendo da Cortina. Per salire sulla cima bisogna arrampicare qualche metro ma la vista è talmente stupefacente che merita la fatica. Si può completare l’escursione raggiungendo la Malga Federa attraverso un comodo sentiero.

Dislivello: 400 m (700 m se si raggiunge Malga Federa)

Durata: 4/6 ore

Materiale occorrente: casco, corda

 

5. Monte Taburlo

Vedetta meridionale della Val di Fanes, è una cima poco conosciuta e suggestiva, scalata per la prima volta nel 1906. Si parte dall’ingresso del Parco delle Dolomiti d’Ampezzo per poi raggiungere il casone di Antruiles: da lì una lunga salita conduce alla vetta attraverso una mulattiera e una serie di cenge che furono attrezzate dall’esercito austro-ungarico a inizio conflitto.

Dislivello: 800 m

Durata: 6/8 ore

Difficoltà: media

Materiale occorrente: casco e corda per alcuni tratti esposti

 

6. Le marmitte di Fanes

Tra lo Sbarco de Fanes e l’omonima malga situata a Fanes Grande, sulla destra orografica il Rio Fanes disegna sorprendenti anfratti ricchi di cascate, pozze e cateratte che invitano a fare un tuffo. Meno conosciute delle sottostanti cascate, che meritano comunque una visita, le “marmitte” di Fanes offrono una piacevole (anche se non sempre agevole) camminata nel bosco che culmina in prossimità della piccola Malga Fanes.

(La mattina la località Sbarco de Fanes è raggiungibile anche in jeep).

Dislivello: 300 m

Durata: 4/5 ore (oppure 3 ore con l’andata in Jeep, disponibile solo la mattina)

Difficoltà: facile

Materiale occorrente: set da ferrata (se si vogliono visitare le cascate di Fanes)

 

7. Monte Rudo

L’itinerario del Monte Rudo presenta forse una delle linee di fortificazione più grandi e intatte della Grande Guerra. Il monte, dalla sua vetta, offre una vista privilegiata sulle Tre Cime di Lavaredo.

Il percorso, che parte in prossimità del forte vicino all’hotel Tre Cime, è impegnativo: richiede buon intuito, buone gambe e una buona scorta di acqua. Ma la fatica verrà ampiamente ripagata dalla vista.

Dislivello: 1.300 m circa

Durata: 8/10 ore

Difficoltà: difficile

Materiale occorrente: una corda da circa 20 m

 

8. Scoglio di San Marco

Questa inusuale escursione in prossimità delle Tre Cime di Lavaredo permette di vedere alcune trincee e fortini costruiti dagli italiani durante il primo conflitto mondiale. La partenza è dal Lago d’Antorno, si raggiunge poi Malga Rin Bianco dove comincia la salita tra baranci e privilegiati punti di osservazione sulla Val Rienza. Giunti alla vetta, preso la forcella d’Arghena si gode della vista sulle pareti nord delle Tre Cime (unico tratto con un po’ di “traffico”), poi si scende lungo la Valle dell’Acqua per tornare al punto di partenza.

Dislivello: 800 m

Durata: 5 ore

Difficoltà: media

Materiale occorrente: non è necessario un equipaggiamento alpinistico

 

9. Punta Nera 

La Punta Nera domina l’ingresso di Cortina da sud ed è visibile da tutta la conca ampezzana ma, in quanto sovrastata dal Sorapiss e dal Marcora, pochissimi la considerano una cima appetibile: in realtà è la cima più alta e massiccia del ramo ampezzano del Sorapis e offre meravigliosi panorami sconosciuti ai più. L’accesso più comodo è dalla Funivia Faloria, passando per i Tondi. Con una salita lungo una traccia agevole sul ghiaione si raggiunge la forcella Punta Nera, da lì con qualche breve tratto di scalata si arriva alla vetta. Tornati in forcella si può proseguire lungo la ferrata che conduce al Lago del Sorapiss, per poi arrivare fino al Passo Tre Croci. Da qui si scende a valle in autobus.

Dislivello: 700 m circa

Durata: 7 ore

Difficoltà: difficile.
Materiale: set da ferrata, casco, corda di 30 m

 

Per info e prenotazioni: www.guidecortina.com

 

UFFICIO COMUNICAZIONE Cortina Marketing – Se.Am.

Chiara Costa chiara.costa@cortinamarketing.it

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